I vini campani hanno rappresentato senza dubbio, nell’epoca classica, il meglio della produzione di tutto il mondo allora conosciuto.
La Campania è vocata, ad opinione comune dei massimi esperti, ad una viticultura ed una enologia di qualità, caratteristiche per cui meritò l’appellativo di Felix grazie anche alla facilità con cui esprimeva grandi vini. La ristrettezza di molte aree della produzione delle DOC, la qualità imposta da rigorosi disciplinari di produzione che esigono- fra l’altro - basse rese, la valorizzazione delle varietà autoctone più rinomate e il recupero dei vitigni locali cosiddetti “minori”: queste le scelte vincenti dell’intero comparto, incoraggiate e sostenute, e che stanno guidando la Campania alla conquista di prestigiose posizioni sul mercato.
Punta di diamante dell’intera regione, sia per la vocazione del territorio che per l’impegno degli operatori è senza dubbio l’Irpinia, caratterizzata da una particolare vocazione legata a quell’imprescindibile legame vino-territorio, che in questo territorio raggiunge i massimi livelli e che è sempre più ricercato dal consumatore evoluto, colui che è in grado di apprezzare ed interpretare la degustazione di un vino di pregio come il momento culminante dell’espressione congiunta della sapienza antica dell’uomo e dei doni che ci fa una natura generosa come quella di questa terra.
Il futuro è , quindi, ne la produzione di un vino di altissima qualità e pregio destinato ad un ristretto mercato di nicchia, che permetta contestualmente di conoscere il territorio da cui lo stesso proviene; un modo per ritornare ad un abituale consumo del vino di qualità e favorire quegli effetti positivi che ha sulla salute l’uso moderato del vino abbinato alla costante rivalutazione della dieta mediterranea.

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